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mercoledì 26 maggio 2010

Bondi e Bertolaso contro Draquila.

Continua la polemica sul docufilm di Sabina Guzzanti. A prendere una posizione contro la pellicola è stato Guido Bertolaso, secondo il quale il film screditerebbe l’immagine della Protezione Civile. “Assisteremo presto a ulteriori strumentalizzazioni della verità” afferma il capo della Protezione Civile nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi per il lancio di una iniziativa editoriale dedicata proprio all’Aquila. Bertolaso, tra indignazione e rischio di aperte contestazioni al proprio indirizzo, affonda: “Portandolo a Cannes credo che l’Italia non farà una bella figura”. E ancora: “Presto, prestissimo, si parlerà di noi e dell’Aquila. A un festival del cinema si presenterà una verità che non e’ la verità ma, appunto una parte di verità”. “Invece - aggiunge il capo della Protezione civile - credo che il sistema Paese ha saputo gestire l'emergenza terremoto in maniera ottimale e questo ci è stato riconosciuto a livello sia nazionale che internazionale”.

Parole di condanna erano giunte anche dal ministro della cultura Sandro Bondi il quale ha annunciato, nei giorni scorsi, di aver declinato l’invito al Festival di Cannes (12-23 maggio). Il motivo del forfait sarebbe stato lo sconcerto per la partecipazione di un film di propaganda che “offende l’Italia e il popolo italiano”. Ma c'è anche chi, nella maggioranza, si dissocia. E' il caso, neanche a dirlo, dei finiani del Pdl: afferma il deputato Fabio Granata che "rappresentare l'Italia è un dovere del ministro al di là di polemiche su questa o quella opera. L'Italia non può", conclude l'onorevole, "rischiare di perdere autorevolezza e credibilità per motivi vaghi e discutibili".

Così il ruolo del cinema cambia e finisce per essere poco più di un pretesto per dare libero sfogo al pensiero politico. I giorni dedicati al Festival di Cannes vedono al centro del “palcoscenico” non più attori e registi bensì ministri e deputati.

Jessica Caruso

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