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lunedì 28 giugno 2010

Manifestazione CGIL

L'ultimo sforzo nella scalata alla..maturità!

Oggi 25.000 maturandi italiani hanno fronteggiato l’ultimo ostacolo che li separava dal tanto sospirato diploma superiore: i colloqui orali. Infatti, dopo un week-end dedicato ad un “matto e disperatissimo” ripasso globale, gli studenti di centinaia di licei ed istituti superiori nazionali hanno affrontato, in mattinata, l’ultima e forse più temuta prova di questa maturità 2010.

Nel frattempo, siti web e blog di ogni sorta continuano a pubblicare, con nevrotica solerzia, decine di guide fai-da-te e suggerimenti per scalare in tutta serenità l’ultimo e, forse, più faticoso gradino della propria carriera scolastica. Si legge di particolari tecniche di respirazione che agevolerebbero la scioltezza nell’esposizione, movimenti muscolari che faciliterebbero il rilassamento fisico e, ultimi ma non meno importanti, numerosi gesti scaramantici che, seppur inefficaci materialmente, possono sempre servire per rassicurare i soggetti più ansiosi.


Ma, vien da domandarsi, tutti questi riti e precauzioni pro-colloquio sono davvero necessari? In effetti, la prova orale altro non è che una discussione di circa 50/60 minuti sul programma svolto nel corso dell’anno, il quale può essere eventualmente ampliato con domande a piacere della commissione. Il tutto, viene preceduto dall’esposizione di una “tesina” (o mappa concettuale) pluridisciplinare, multimediale o cartacea, realizzata dal maturando il quale, per rompere il ghiaccio con i docenti ed abituarsi al clima del colloquio, dispone ci circa un terzo del tempo totale per descrivere, con adeguate interconnessioni, gli argomenti che più lo hanno colpito o incuriosito durante l’ultimo anno di studi.


Gli orali possono assumere, in relazione al voto finale, un valore massimo di 30 punti, che andranno a sommarsi al credito scolastico precedentemente acquisito ed ai punteggi conseguiti negli esami scritti .


Non resta che augurare un in bocca al lupo a tutti i maturandi italiani e, infine, un piccolo suggerimento: se siete bravi con il computer e con i software multimediali, provate a stupire la commissione con qualche “effetto speciale”. Magari una presentazione in power point o la proiezione di una slide show o di un video. Questo genere di materiale è, infatti, risultato essere il preferito dalle commissioni degli ultimi anni grazie alla sua praticità ed ipertestualità!


Ergo: buona maturità…e buone vacanze!


Gabriella Sciarrone

CGL, CSL e UIL insieme per manifestare

Si è tenuta stamattina, nei locali antistanti il Palazzo del Governo di Messina, la manifestazione di CGL, CSL e UIL contro la legge 296 e 244, circa il patto di stabilità. Tutte le prefetture della Regione Sicilia sono state presidiate dai lavoratori, con l’intento di riuscire a trasferire al governo nazionale l’esigenza di ottenere la deroga al patto di stabilità, per avere così l’opportunità di trasformare il proprio contratto di lavoro, oggi determinato, a tempo indeterminato. La legge 133 varata dal ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, Renato Brunetta, vieta però qualsiasi tipo di deroga o cambiamento e di conseguenza, dopo il 31 dicembre 2010, i precari non vedranno rinnovati più i loro contratti . Se, invece, le risorse per la stabilizzazione venissero derogate entro i prossimi tre giorni, data limite per tale operazione, i comuni avrebbero la possibilità di trasformare i contratti lavorativi e porre, in questo modo, fine al precariato di oltre 30mila dipendenti.

Veronica D'Amico

LIBRINO: EX PARA’ SCATENA IL PANICO

Si chiama Nico Buonpane, 24 anni, l’ex parà che la sera del 26 Ottobre 2002 scatena il panico e la paura sparando sulla folla. È successo a Catania, in via Castagnola, presso il popoloso rione Librino, dove il ragazzo vive insieme alla sua famiglia. A scatenare l’ira del giovane parà, forse una lite familiare quasi trasformatasi in una tragedia, fortunatamente scampata. Buonpane, infatti, ha prima puntato una pistola e un fucile da caccia contro il padre e un amico di famiglia, che sono riusciti a fuggire, e successivamente ha iniziato a sparare verso la strada da un balcone dell’abitazione. Nel frattempo i carabinieri e le forze dell’ordine, ricevuto l’allarme, hanno raggiunto e controllato la zona impedendo l’accesso anche ai residenti. A nulla è servito l’appello della sorella Emanuela, 21 anni; il giovane infatti, tramite cellulare, ha continuato a rifiutare qualsiasi trattativa, richiedendo solo un pacco di sigarette e di essere messo in contatto con il suo ex parroco Padre Alfio Spampinato.
In seguito Buonpane, con addosso un giubbotto antiproiettile, si è riversato in strada, sempre armato, ed è riuscito a fuggire attraverso un’auto della polizia.
Il folle inseguimento dell’ex parà è terminato in via Vittorio Emanuele, nei pressi della piazza Duomo, dove l’auto si è schiantata contro un antico palazzo in restauro. Dopo essere sceso dall’auto ed aver puntato l’arma contro i carabinieri, è stato ferito da alcuni colpi di pistola che lo hanno raggiunto alla gola, al torace e alle gambe.
Il giovane è stato trasportato presso l’ospedale Garibaldi, dove è stato sottoposto ad intervento chirurgico. Le sue condizioni restano gravi.

Flavia Fruscione

Dan Brown colpisce ancora

E’ uscito il 15 Settembre, in contemporanea in Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti, “Il simbolo perduto”, nuovo romanzo di Dan Brown, pubblicato a sei anni di distanza dal kolossal mondiale “Il codice Da Vinci”. In Italia è stato pubblicato il 23 Ottobre ed ha già confermato il rituale successo che accompagna tutti i libri dello scrittore statunitense, come dimostra la prima tiratura, negli USA, di oltre 6,5 milioni di copie. Nelle vesti di protagonista, torna, come i più appassionati ricorderanno, il professore di Simbologia Religiosa dell’Università di Harvard, Robert Langdon, presente anche ne “Il codice Da Vinci” e in “Angeli e Demoni”. La vicenda si svolge questa volta a Washingto DC ed è incentrata sul tema della massoneria e sul ruolo che essa avrebbe avuto nella storia degli Stati Uniti fin dall’epoca dei Padri fondatori. Ad aiutare Langdon a decifrare i simboli massonici di cui la città è pervasa, è Katherine Solomon, una giovane esperta di una nuova scienza chiamata Noetica. La Columbia Pictures ha annunciato che nel 2012 produrrà il film tratto dal romanzo che verrà diretto da Ron Haward; Tom Hanks, che ha già vestito i panni del noto professore universitario nei film precedenti , si è reso disponibile ad una nuova collaborazione.

La prima recensione sull’ultimo romanzo di Dan Brown è stata pubblicata dal New York Times, recensione, questa, che ha messo in evidenza come questo libro sia un “clone” degli altri, ma come, allo stesso tempo, possieda quel “patrimonio di immagini strabilianti e quel meccanismo continuo che impedisce al lettore di mollare il romanzo”. Nonostante le molte critiche e le accuse mosse da molti giornali internazionali, il libro si appresta a replicare l’enorme successo dei precedenti, successo al quale contribuiscono i milioni di appassionati che da sei anni seguono lo scrittore in tutti i suoi, a mio giudizio, “capolavori”.

Flavia Fruscione

Dorian Gray: bello e dannato

“ Basil è ciò che penso di essere. Henry è ciò che il mondo pensa di me. Dorian è ciò che io vorrei essere”. Queste poche righe, scritte dal celebre scrittore, poeta, drammaturgo Oscar Wilde, rappresentano forse la chiave di volta che permette di entrare nella complessa dimensione del suo grande capolavoro, “Il ritratto di Dorian Gray”. Uscito per la prima volta nel 1890, il romanzo incarna, adesso più che mai, un tema di grande attualità: il culto della bellezza; culto che lo stesso Wilde, campione dell’estetismo, trasmette a Dorian Gray, protagonista della propria opera e chiara trasfigurazione di Lord Alfred Douglas, grande amore dello scrittore. Il romanzo, ambientato nella Londra vittoriana del XIX secolo, segue il cambiamento che porterà Dorian, giovane, bello, ingenuo e puro, nella trappola della propria anima. La storia ha inizio nello studio del pittore Basil Hallward, il quale affascinato dall’estrema bellezza del ragazzo ed ispirato da forti sentimenti, ne sta eseguendo un ritratto. È proprio grazie al pittore che Dorian conosce Lord Henry Wotton, uomo cinico e antivittoriano; questo incontro rappresenta per il protagonista l’inizio della propria decadenza morale e della propria rovina.

Affascinato e fortemente influenzato dai discorsi di Wotton, Dorian inizia ad osservare il mondo con gli occhi del proprio mentore, a considerare la propria bellezza come unica ragione di vita tanto da desiderare che sia il proprio ritratto a portare i segni dell’età al suo posto. Si dedica così ad una vita sregolata, immorale, piena di lusso e passioni sfrenate, neanche l’amore per Sybil Vane, un’attrice di teatro, riesce a salvarlo dal proprio narcisismo, dalla propria dannazione. E mentre il volto di Dorian rimane giovane e la sua bellezza incontaminata, il ritratto inizia a rispecchiare i segni del vizio, della corruzione del suo animo, dei sensi di colpa per il suicidio di Sybil e per l’omicidio di Hallward, considerato causa dei propri mali. Neanche il buio della soffitta e “lo splendido tessuto del tardo settecento veneziano riescono a nascondere quell’orrore”; il tentativo di distruggere il ritratto con un coltello si rivelerà fatale per Dorian Gray che, pugnalando la tela, ucciderà se stesso. I servi lo ritroveranno accanto al ritratto incontaminato, con i segni del tempo e dell’oscurità della propria anime sul volto.

Molti film si sono ispirati al romanzo di Wilde; l’undicesima versione è nelle sale dal 27 Novembre ed è diretta dal regista inglese Oliver Parker. Ritroviamo Ben Barnes, l‘amato principe Caspian de “Le cronache di Narnia”, nelle vesti del dissoluto Dorian Gray, Lord Wotton è invece interpretato da Colin Firth. Gli effetti speciali che illustrano gli incubi nevrotici del protagonista e rendono visibile la sua mostruosità, danno al film una venatura horror ed oscura. Nell’epilogo a sorpresa non si assiste però alla tragica fine di Dorian, quanto, discostandosi dal romanzo, alla sua redenzione grazie all’amore di Emily Wotton, personaggio di mera invenzione.

Flavia Fruscione

Mille splendidi soli

“Mariam aveva cinque anni la prima volta che sentì la parola harami”. Inizia con questa frase Mille splendidi soli , secondo libro dello scrittore afgano Khaled Hosseini divenuto celebre con il precedente romanzo Il cacciatore di acquiloni. Sullo sfondo storico di una Kabul dilaniata dalla guerra e dalla dimostrazione del limite fin dove si può spingere la crudeltà umana, le vite di Mariam e Laila si incrociano imprevedibilmente segnando così l’inizio di una profonda amicizia solidale.
Mariam è una harami, una figlia illegittima di un benestante uomo di Herat che vive in città con le sue tre mogli e gli altri dieci figli; lei invece, a differenza dei fratelli, è costretta a vivere in una kolba con la madre, una donna severa ed austera. Mariam aspetta con trepidazione l’arrivo del giovedì, giorno in cui suo padre va a farle visita, le porta doni, le racconta del mondo che si cela al di sotto della collina nella quale è costretta a vivere. Rassicurata dall’affetto e dall’amorevole atteggiamento del padre, decide un giorno di andare a cercarlo, ma delusa dal netto rifiuto di farla entrare in casa, viene riportata alla sua kolba dove trova il corpo della madre penzolante da un albero. Dopo essere stata ospitata per qualche giorno dal padre, viene data in moglie ad un maturo artigiano di Kabul, Rashid, che con il passare degli anni e dopo i ripetuti aborti della ragazza, si rivela freddo, cattivo, crudele.
Laila, nata in una famiglia aperta, trascorre l’infanzia insieme all’amico Tariq; crescendo l’amicizia si trasforma in qualcosa di più forte, di più intimo, ma la guerra li separa. Tariq infatti fugge insieme ai suoi anziani genitori rifugiandosi in Pakistan, mentre Laila rimane a Kabul dalla quale la madre, attaccata al ricordo dei figli morti durante i combattimenti, non vuole allontanarsi. Rimasta orfana in seguito ad un attacco aereo, viene ospitata in casa di Mariam e Rashid; è quì che riceve la notizia, che poi si rivelerà falsa ed orchestrata, della morte del suo amato Tariq, in seguito alla quale Rashid le propone di sposarlo. Laila vorrebbe fuggire, ma come farebbe da sola a far crescere il figlio del suo grande amore? Accetta così la proposta dell’uomo, nonostante il netto dissenso della moglie. Dopo un’iniziale avversione, le due donne sentono di essere legate da un profondo amore madre – figlia che rappresenta l’unico spiraglio di luce nella vita buia che condividono. Durante uno dei tanti litigi tra Laila e Rashid, la ragazza viene quasi strangolata dal marito, ma Mariam interviene uccidendo l’uomo e salvando la vita all’amica. Dopo l’omicidio, nonostante le continue suppliche di Laila, Mariam decide di non fuggire insieme a lei e a Tariq che nel frattempo è tornato a cercarla, e dopo un breve processo viene giustiziata in carcere. Laila porterà per sempre nel cuore il volto dell’amica che sentirà su di se anche quando tornerà a vivere, insieme alla sua famiglia, a Kabul, dove finalmente potrà ricominciare a vivere.

Flavia Fruscione

"La pittura è fantasia"

“La cultura è fantasia, passione, arte … e quando si parla di ciò, l’impegno diventa piacere, soddisfazione. Non ci si può stancare della fantasia; la cultura non è un peso, ma rappresenta una marcia in più per l’uomo …”. Sono queste le parole dell’Assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Messina Mario D’Agostino che, al termine del 2009, si trova a fare un bilancio dell’anno appena trascorso; si ritiene soddisfatto degli obiettivi portati a termine, che sono stati raccolti nell’elenco delle 100 cose fatte pubblicato qualche giorno fa e nella relazione sull’attività svolta nel corso del 2009. Ed in effetti, nonostante i numerosi impegni legati alla sua professione di medico chirurgo presso l’ospedale “A. Gemelli” di Taormina, l’Assessore è riuscito ad ottenere risultati degni di nota; il programma è stato soprattutto incentrato sulla valorizzazione dell’arte in tutte le sue forme, attraverso il censimento dei Beni Architettonici e delle Opere d’arte presenti nel territorio provinciale, l’organizzazione di varie mostre di pittura e fotografia, la promozione di progetti musicali e teatrali, ma anche letterari, è stato infatti istituito il Premio Nazionale di Poesia “S. Quasimodo” del quale l’Assessore è molto fiero, ha infatti dichiarato: “ Molto importante è stata, ed è, la valorizzazione del Premio Nobel Salvatore Quasimodo, che rappresenta per Messina motivo di orgoglio non solo in Italia, ma anche all’estero, e che contribuisce ad accentuare l’immagine di una città che non solo è meta di turismo, ma che è anche esportatrice di cultura ed arte”. Altro importante traguardo, ma che in realtà rappresenta solo un inizio, è rappresentato per D’Agostino dalla convocazione degli Stati Generali della Cultura: “Siamo riusciti non solo a riunire il 70% dei comuni della provincia, ma, cosa più determinante, ad unirli e a coadiuvarli nel corso di varie attività” ha dichiarato “ ma la gratificazione maggiore l’ho avuta nel riscontrare tanto entusiasmo da parte della gente che ha risposto numerosa alle varie iniziative e ai vari incontri organizzati nel corso dell’anno. Ciò che ho avuto modo di riscontrare è che la gente è affamata di cultura … per me la cultura non è un superfluo, non qualcosa di estraneo, ma è parte integrante della vita di ogni uomo. Mi piacerebbe che questo pensiero venisse condiviso un po’ da tutti e che le persone iniziassero a percepire la cultura come effettivo elemento di miglioramento sociale”. Pensiero profondo questo, che rivela una grande sensibilità e una innata passione per ogni forma d’arte e di cultura; ma tra le tante passioni dell’Assessore, non bisogna dimenticare quella per i viaggi che lo ha portato, anche per motivi di studio e di lavoro, a visitare varie città in tutto il mondo ed a venire a contatto con modi di pensare, modi di vivere diversi. “ Sono rimasto molto colpito dalla vitalità delle città spagnole, dalla grande capacità organizzativa della Francia dove ho lavorato per sei mesi … ma ciò che mi ha maggiormente impressionato è l’estrema dignità del Messico …”.

Con l’inizio del nuovo anno e la ripresa, più o meno traumatica, del lavoro, si fanno adesso strada numerose iniziative che, continuando le attività del 2009, sono finalizzate soprattutto alla sensibilizzazione dei ragazzi nei confronti di ogni forma d’arte e di cultura: “Per iniziare sono state organizzate delle mostre d’arte di vari artisti siciliani, il 21 Gennaio per esempio ci sarà una mostra del pittore Santoro che coinvolgerà le scuole. Inoltre verranno organizzati degli incontri con numerosi artisti che analizzeranno insieme ai ragazzi di varie scuole le opere realizzate”; queste iniziative daranno la possibilità agli studenti di venire a stretto contatto con chi dell’arte ne ha fatto una vera e propria ragione di vita, è dai ragazzi che bisogna partire, infatti, per poter costruire un società in cui la diversità culturale non rappresenti una minaccia, ma un prezioso tesoro da conoscere e rispettare.

Flavia Fruscione

Semplicemente il RE DEL POP

È strano ammettere come, nella maggior parte dei casi, il mito e la fama di un essere umano siano così strettamente dipendenti da una fine tragica ed inaspettata; dallo storico Achille, il cui unico punto debole si è rivelato bersaglio fatale di un invincibile guerriero, a Marilyn Monroe, Elvis Prestley e Michael Jackson. Proprio quest’ultimo, proclamato il “Re del Pop” da Elizabeth Taylor ed Eddie Murphy, si è spento lo scorso 25 Giugno a seguito di un arresto cardiaco provocato da un’eccessiva somministrazione di calmanti. Il cantante, o meglio, la “leggenda”, si stava preparando alle 50 tappe del tour “THIS IS IT” che si sarebbe dovuto tenere a Londra a partire dallo scorso Luglio. La morte improvvisa ha però impedito a Jacko di realizzare questo nuovo, colossale progetto. Il cantante si può considerare a tutti gli effetti l’uomo dei record, per citarne alcuni, Thriller è stato l’album più venduto della storia con oltre 110 milioni di copie, così come il video del singolo Black or White è stato uno dei più costosi di sempre. Ma i successi musicali non sono gli unici elementi che hanno portato Jackson a diventare un vero e proprio mito; la sua notorietà è stata segnata da numerosi scandali relativi a diverse accuse di molestie sessuali nei confronti di bambini che frequentavano il Neverland Ranch, accuse, queste, che si sono rivelate infondate e che hanno portato l’artista alla piena assoluzione durante il processo del 2005. Durante gli anni del successo, Jacko, dietro le luci del palco, si è dimostrato essere uomo fragile ed insicuro, sempre alla ricerca della perfezione fisica, come mettono in evidenza i numerosi interventi chirurgici, e del consenso dei suoi fans che fedeli gli hanno tenuto compagnia e lo hanno sostenuto fino alla fine. Anche dopo la sua scomparsa, gli scandali e le critiche continuano ad offuscare la sua figura, a gettare ombra sulla sua memoria impedendo che egli venga ricordato per quello che era ed è , semplicemente il RE DEL POP.

Flavia Fruscione

Il nuovo Nintendo 3DS

All'E3 di Los Angeles la Nintendo ha presentato l'ultima novità in 3D:il nintendo 3DS. La vera novità della console portatile della Nintendo è quella di vedere in 3D senza occhialini. Il presidente Satoru Iwata l'ha mostrata al pubblico in occasione dell'E3, Electronic Entertainment Expo 2010. Si tratta di una console con lo schermo inferiore delle stesse dimensioni di quello del DS, mentre il superiore è a 3,5 pollici widescreen e touchscreen, ma soprattutto è 3D e non richiede gli occhiali. Con questo strumento di intrattenimento sarà possibile, oltre vedere film e videogiocare nelle tre dimensioni, scattare foto in 3D grazie alla presenza delle tre camere incorporate. Al momento non è stata data nessuna notizia riguardo al prezzo e alla data di lancio nel mercato, ma alcune voci parlano di marzo 2011. Tra i giochi presto disponibili per la 3DS figurano intanto Metal Gear Solid, Kingdom Hearts, Street Fighter, Dead or Alive, Resident Evil, Zelda e DJ Hero. Satoru Iwata ha anche ufficializzato che il nuovo prodotto garantirà la retrocompatibilità con tutti i titoli DS e DSi. C’è anche un titolo sviluppato appositamente per questa piattaforma, Kid Icarus e un’ennesima versione di Mario Kart, che ormai veleggia oltre i 22 milioni di copie. Un interessante commento è stato infine rilasciato da Michael Patcher, noto analista della scena videoludica il quale da un lato elogia l'intraprendenza di Nintendo per avere battuto sul tempo anche Apple nell'introduzione della tecnologia in questione nei devices portatili mentre, dall'altro, solleva più di qualche dubbio sulla capacità di attrattiva del 3D se non adeguatamente supportato da sostanziali modifiche nel gameplay dei titoli futuri.

Anna Perrone

Al Colosseo con l’I-phone

Al Colosseo con l'I Phone dribblando le code. Sara' possibile dal 1 luglio, annuncia il ministero dei beni culturali, con 'i-Mibac- Top 40'. Perchè 'I-MiBAC - Top 40' è solo la prima di una serie di applicazioni per telefonia mobile, pluritematiche e gratuite, dedicate ai beni culturali. Ed è anche, sottolinea, «la prima applicazione ufficiale rilasciata da un ministero italiano». Inizialmente si potrà scaricare su iPhone, iPod Touch e iPad, ma a breve sarà disponibile per tutti gli smartphone, anche in lingua inglese. Il progetto i-Mibac, dove “ì” sta per informazioni, spiegano dal ministero, è nato su iniziativa di due direzioni, quelle per la valorizzazione e per il bilancio, in collaborazione con il ministro del Turismo. Si parte dai monumenti ma l'idea è di aggiungere altre applicazioni dedicate al cinema e alla musica, ai luoghi meno conosciuti, al patrimonio salvato in Abruzzo, all'arte recuperata dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, ai siti Unesco. Ideato dalla società Archivium e realizzato in collaborazione con la direzione per la valorizzazione del ministero, iMibac è costato 25 mila euro. Si potrà scaricare gratis dall'AppStore e dai siti web istituzionali e presenterà in prima battuta i 40 musei e aree archeologiche pi— visitati d'Italia. Per ognuno una scheda con le informazioni generali di accesso e foto alla quale si possono aggiungere altre caratteristiche, dalla mappatura di tutti i musei e monumenti segnalati con i vari percorsi culturali, alla musica contestualizzata per ogni monumento. C'è persino un servizio Gps che rileva la posizione dell'utente e gli segnala le attrazioni culturali più vicine. L'apparato iconografico, particolarmente ricco, è curato dall'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione e dai maggiori archivi fotografici italiani: Archivi Scala e Alinari. Ma la grande utilità è anche quella di prenotare e acquistare il biglietto per i siti del ministero direttamente solo con il telefono e fino a 24 ore prima della visita. Fatta la prenotazione e acquistato il biglietto si riceve una mail con il proprio codice a barre che permette di bypassare le code come il telepass sulle autostrade. Il sistema, realizzato in collaborazione con Pierreci-Codess e Omniticket, sarà subito in funzione per il Colosseo, il Foro Romano e il Palatino per poi essere esteso ad altri siti.

Anna Perrone

Il rosario elettronico

Per i fedeli al passo con i tempi arrivano il rosario elettronico e il rosario su I-phone. Due dispositivi ideati per chi non riesce ad andare in chiesa ma non vuole rinunciare ad “una voce amica” che lo accompagni nella preghiera. A casa, per strada, in macchina. Il rosario elettronico conquista i devoti, che per pregare scelgono sempre di più il modello hi-tec. “Io prego”, così si chiama la nuova “corona di rose”, che sta riscuotendo un grande successo in tutto il paese e che unisce la religiosità all'innovazione tecnologica: i rosari elettronici venduti al mese sono 13.000. Il prodotto ideato e distribuito da Eurodigital equipment, permette un nuovo approccio al rosario, guidando il fedele e consentendogli di pregare in modo più facile e immediato. ''Un bisogno molto sentito, a giudicare dal successo riscosso su tutto il territorio nazionale. Di questi, un terzo nelle sole Lombardia e Campania, regioni che si dimostrano, a sorpresa, più simili del previsto''. ''Il successo del Rosario elettronico dimostra quanto fede e tecnologia possano unirsi armonicamente per soddisfare le esigenze del fedele di oggi'', spiega il presidente di MoreTechnology a cui appartiene Eurodigital equipment, Vincenzo Coccoli.

Anna Perrone

domenica 27 giugno 2010

Notte di Far West nel Catanese.

Librino - Una notte da dimenticare per gli abitanti del piccolo quartiere che si trova nella periferia di Catania; pieno di colpi di arma da fuoco, come se fossimo tornati indietro nel tempo nel lontano Far West. Colpi di pistola, colpi di mitraglietta, un vero e proprio incubo. L’artefice: Nico Buonpane, ex paracadutista e caporalmaggiore, che intorno alle 21:30 ha trasformato i propri genitori in tiri al bersaglio. Forse un litigio familiare ha scatenato la furia cieca dell’ex parà, o un problema che si covava da qualche tempo nella famiglia Buonpane. Il giovane, in preda all’ira ha impugnato una pistola K47: prima ha puntato l’arma contro i genitori ma, quando questi sono riusciti a fuggire dando subito l’allarme, Nico ha iniziato a sparare dal balcone contro tutto e tutti. In pochi minuti Librino si trasforma in un poligono da tiro: da una parte Buonpane che spara contro la folla ad altezza d’uomo e dall’altra le forze dell’ordine che si riparano dietro le proprie vetture cercando di capire come affrontare la situazione. Inutili tutte le trattative fatte dai carabinieri; Buonpane si è limitato soltanto a chiedere delle sigarette e di essere messo in contatto con il suo ex parroco, padre Alfio Spampinato, ma tra una richiesta e l’altra continua a far crescere la paura tra gli abitanti di Librino a causa degli innumerevoli colpi di pistola. Il parà sembra essersi stancato di questo giochetto: salta giù dal balcone di casa e sorprende gli agenti. Attimi di eterna paura perché Nico Buonpane impugna una calibro 22 e non sembra intenzionato ad arrendersi; minaccia i gendarmi e riesce a impossessarsi della loro vettura, con la quale parte a tutta velocità verso il centro storico di Catania. Non più un Far West ma una folle corsa degna del film Fast and Furious: Buonpane si schianta contro un’impalcatura, scende dall’auto e riprende a sparare. Questa volta, però, le forze dell’ordine non hanno nessuna esitazione e lo colpiscono gravemente al busto e alle gambe per porre fine all’inferno di Librino.


Jessica Caruso

giovedì 24 giugno 2010

I malati e la terapia della "Speranza"

Le norme deontologiche mediche suggeriscono di rispettare alcune regole fondamentali, come il “dire la verità”: un dovere per il medico, un diritto per il paziente.
La verità è composta da due importanti momenti : la diagnosi e la prognosi. La prognosi va sempre comunicata ed è fatta di conoscenze verificabili, documentate e documentabili, riguardanti una data situazione clinica. Nell’informare il paziente, circa la diagnosi, il medico dovrà spiegare tutto, secondo conoscenze concrete e non dovrà tacerne alcuna: il malato dovrà dunque venire a conoscenza di tutto ciò che è scritto, nero su bianco, sulla propria cartella clinica. La prognosi, altrettanto importante e delicato momento, comunicata anch’essa dal medico, è qualcosa di meno concreto, un’ipotesi basata su dati statistici riferiti alla malattia del paziente, proiettata e paragonata alle stime che riguardano altri malati. C’è da dire, inoltre, che ogni paziente è diverso, ogni persona è un “mondo” differente, da esplorare, da capire e da sostenere: troppe sono le variabili in atto e nessun medico potrà mai esser certo di cosa accadrà realmente al paziente. Il dottor Umberto Veronesi, grande medico di notevole fama mondiale, a tal proposito aggiunge, circa la sua esperienza professionale acquisita in molti anni di lavoro nel campo medico, che più di una volta è accaduto che casi considerati gravissimi, hanno avuto poi, successivamente, un’evoluzione positiva e un recupero di vita ottimale per lunghi periodi. Il codice deontologico medico parla chiaramente: il dottore, facendo una prognosi, deve “esplorare” chi gli sta di fronte, valutare la sua comprensione e percezione del problema ed in particolare quanto voglia conoscere, poiché non tutti vogliono sapere
e questa volontà va rispettata, perché per il malato esiste anche il diritto di non conoscere, di non sapere. In tutti i casi è fondamentale e importante lasciare una speranza, uno spiraglio di luce che si possa aprire alla vita, qualcosa in più che si possa fare, provare ed anche ottenere. Quando il medico comunica e illustra la prognosi, deve pensare che non sta parlando di ciò che è, bensì di ciò che potrebbe essere, dove in gioco ci sono il futuro e le aspettative della persona malata. Se la prospettiva si trova ad essere cambiata e ribaltata, l’obiettivo deve essere quello di mantenere il benessere e la serenità del paziente; dovere del medico è qui mantenere anche una visione ottimistica e positiva, perché deprimere il paziente , creandogli angosce con orizzonti oscuri e negativi non servirà e non aiuterà, ne’ il paziente, ne’ il medico. Un malato angosciato sarà più difficile da curare e invece la speranza e la fiducia che può infondere un buon medico darà forza d’animo e voglia di combattere la malattia, ad ogni costo e ad ogni fase. Per la 9° Giornata del Sollievo, istituita il 30 maggio, dallo stesso dottor Veronesi, detentore anche dell’incarico di Ministro della Sanità, si è dichiarato come tutti i medici dovrebbero ricordare che il dovere più alto è quello di curare dando sollievo e speranza, non solo con le terapie, ma anche e soprattutto, attraverso un gesto, una carezza, uno sguardo, un sorriso, basi su cui si fonda la dimensione umana del rapporto medico-paziente.

Silvia Crisafulli

martedì 22 giugno 2010

Supermassive Black Muse: sold out a San Siro per la band di Teignmouth

Tutto esaurito per il concerto dei Muse a Milano, in uno Stadio Meazza che è stato letteralmente preso d’assalto da migliaia di fan italiani e non, tutti accomunati da un’unica passione, una devozione quasi religiosa per la band britannica che ormai da 13 anni si è conquistata un posto speciale nel cuore di ogni amante dell’alternative/progressiverock. Come era noto già da diversi mesi a tutti i followers del gruppo, il tour mondiale “The Resistance” avrebbe previsto una sola ed unica data italiana: 8 Giugno, ore 21.00, Milano. I fan, carichi di grandi aspettative, si sono presentati all’appuntamento con puntualità quasi isterica, mostrando di non temere né il caldo torrido né le lunghe file che, già dalle 15.00, affollavano le zone antistanti gli ingressi dello stadio. Ma, del resto, cosa ci si poteva aspettare da una manifestazione di tali proporzioni, proclamata da internet “ilconcerto più atteso dell’estate 2010”? Dal canto loro, i membri del gruppo, Matthew Bellamy e soci, non hanno completamente deluso la fiducia che i supporter avevano riposto in questa solitaria tappa milanese: il trio ha, infatti, offerto 120 minuti ininterrotti di adrenalina e rock allo stato puro, regalando al pubblico delle emozioni e dei brividi che difficilmente potranno essere dimenticati. Come se l’eccellente musica non fosse già abbastanza, il gruppo si è premurato anche di contornare le esibizioni con una scenografia e degli effetti visivi degni di un film spielberghiano. Lo Stadio Meazza ha, infatti, ospitato un palco futuristico, racchiuso in un enorme parallelepipedo tagliato strategicamente sul davanti, per conferire profondità e tridimensionalità alla struttura. Il tutto era incorniciato da luci e led di varia natura e sfumatura (inclusi quelli cuciti sul vestito del frontman, Matthew), oltre che da una serie di enormi palloni bianchi sparsi per le tribune ed illuminati nei momenti di maggiore intensità musicale.

Tuttavia, questo è stato solo un contorno. Torniamo al piatto principale: la musica. Il primo brano suonato è stato “Uprising” (dall’inglese: “rivolta”), che è emerso con maestosa potenza tra le bandiere ed i fumogeni di un finto corteo di protesta, probabilmente inscenato per inviare lo stesso, importante messaggio di sensibilizzazione sociale che si cela nel testo del brano. Poco dopo, sfidando a suon di decibel i limiti imposti dal comitato residenti del quartiere San Siro, arriva lo schiaffo sonoro di “Supermassive Black Hole”, “New Born” e “Map Of The Problematique”, pezzi storici ma intramontabili, nelle loro melodie rock-sinfoniche. Il pubblico è letteralmente in delirio, la folla che circonda il palco è estatica: occorre concedere a tutti qualche istante di respiro. Si passa allora ad un repertorio più tranquillo (si fa per dire): è il turno di “Guiding Light” e del nuovissimo singolo, “Neutron Star Collision”, colonna sonora del vampire movie “Eclipse”, in uscita il 30 Giugno. Ma questa breve parentesi di pseudo-quiete si conclude ben presto, per lasciare spazio ai migliori brani dell’album “ The Resistance” tra cui: “Undisclosed Desires” e l’omonima “Resistance”. Al termine di questo ultimo pezzo, il batterista, Dominic Howard, presenta un ospite d’eccezione: si tratta di Nick Cester, voice dei Jet nonché vecchio amico e vicino di casa del frontman Matt. Tutti insieme si cimentano in una scatenata interpretazione della epica “Back in Black”, firmata AC/DC. Cos’altro si può desiderare da un concerto?

A questo punto, sembra che tutto sia finito ma, con grande sollievo dei fan, è arrivato il momento degli encore: il primo bis si apre con una suggestiva “Unintented”, seguita da “Exogenesis Pt.1″ durante la quale una enorme e futuristica astronave gonfiata a elio sorvola la platea, sollevando un’eterea ballerina intenta a danzare e volteggiare davanti ad un pubblico di stelle ed occhi attoniti. Infine, lo sprint finale, affidato alle epiche “Plug In Baby” e “Knights Of Cydonia”, quest’ultima una sorta di tributo ai grandi western di Sergio Leone. Adesso, duole ammetterlo, il concerto è davvero finito. Così, dopo l’affettuoso saluto della band, dato in un italiano un po’ zoppicante ma ricco di buona volontà, una massa di gente esausta e tremendamente soddisfatta defluisce, felice, dalle diverse uscite. La musica, assordante e perfetta, ha ceduto il posto al silenzio, lo stesso religioso silenzio che si sente di dover rispettare all’interno dei luoghi sacri. Forse è proprio questo il miracolo compiuto dai Muse quella sera: l’aver ipnotizzato e impressionato 61.800 persone, adesso finalmente pronte a tornare a casa, conservando un sorriso che probabilmente resterà tatuato sul cuore per sempre.

Gabriella Sciarrone

Real Life vs Second Life

Vita Reale o Seconda vita? una battaglia surreale che diventa realtà. Ma cosa viene inteso per “Seconda Vita”? Second Life è un “game” che nasce dal progetto di riunire più comunità virtuali utilizzando non solo semplici chat ma veri e propri elementi per colorare e rendere visibile il “contatto”. Un meccanismo complicato anche se è estremamente semplice entrarvi a far parte. Alcuni l’hanno definita una vera e propria rivoluzione nell’ambito delle comunicazioni e non solo. Scaricare il programma, costruire il proprio personaggio, scegliere una destinazione ed iniziare a “giocare”. Il continuo scambio di informazioni, il confronto, la voglia di conoscere, la curiosità di “vivere” nuove condizioni creano la possibilità di vedere oltre quell’utopico filo che separa realtà da virtualità. Da qui una serie di processi, dall’identificazione con il proprio avatar (il personaggio creato) al farsi bastare ciò che può essere dato da un modello comunicativo a metà. Forse uno specchio per la teoria di Goffman, attori sociali in un palcoscenico ben allestito con una maschera da mantenere ed un copione da portare avanti. Ma cosa succede quando inevitabilmente la real life “sconfina”? Avviene un conflitto dove la posta in gioco è la “faccia” o maschera ed una parte in questione diventa limite dell’altra. Solitamente la Real Life prevale ma vi sono casi limite dove la stessa Second Life annulla i canoni reali, facendo disperdere nei meandri dei prims (oggetti usati all’interno del programma per la costruzione), i soggetti trascinati in questo vortice. Semplicemente complesso trovare un giusto equilibrio, camminare su quel filo quasi impercettibile e completare il percorso,riduttivo non tentare di capire i motivi che portano a questo passaggio. “Vivere una non vita” il paradosso che risponde a questo “fenomeno” , che sia giusto o sbagliato, che sia normale o anormale, contorni da studiare e valutare caso per caso. E’ un disagio o semplicemente una tendenza? interrogativi soggettivi che potrebbero dar luogo ad indefinite questioni. Vi sono punti d’incontro? Si, semplice, banale, scontata, irrilevante ma che dentro ha la risposta assoluta, la parola: “ Life”.

Arianna Maisano

La politica del "Mi Piace"

Le regole della politica cambiano. Il dialogo, la campagna elettorale, la propaganda, si spostano dalle piazze alla televisione fino a lambire la rete attraverso i maggiori social network. Ma per analizzare meglio il problema facciamo un salto indietro nel passato.

Uno dei primi duelli politici a livello mediatico fu quello avvenuto nel 1960 tra Richard Nixon e John F. Kennedy . Nixon aveva una presenza scenica molto più sottomessa, pallido poco disinvolto, visibilmente intimidito dalle telecamere; dall’altra parte lo sfidante, Kennedy, si mostrava deciso, convincente nel parlare, rilassato. Kennedy non vinse solo quel match televisivo ma bensì le elezioni divenendo Presidente degli Stati Uniti rafforzato dal concetto che a volte “un’immagine vale più di mille parole”.

Era l’inizio di una nuova era, la televisione era la nuova Arena pronta ad accogliere “gladiatori” impavidi armati di parole, spesso studiate a tavolino, pur di spettacolarizzare l’evento con lo scopo di catturare non solo l’attenzione del pubblico ma bensì il consenso stesso, seguendo in maniera scrupolosa le logiche dei media per adattarsi ai meccanismi della tv. Potremmo parlare di una politica che scende a compromessi per il “Bene” della polis o semplicemente per il “Bene” di una propaganda elettorale atta al potere? Di certo quel che ne emerge è una visibile perdita di “ideali”, siamo sempre più spettatori di dispute politiche su campagne elettorali “fotocopia”. Le parti politiche giocano sul filo della lotta verbale spesso uscendo dagli schemi di un dialogo corretto per guadagnare la parola o il centro della scena con l’obiettivo di mostrarsi più forti del “nemico” e smontare il suo messaggio. E’ la tv stessa che rende i politici attori mediatici fino a mutarli in veri e propri personaggi televisivi.

Ma la ricerca da parte della politica di nuovi mezzi di comunicazione capaci di rendere più immediato e accattivante il messaggio non si ferma alla televisione; nella tv cerca la conferma e nei new media, in particolare internet, la nuova strada per catturare una fetta maggiore di sostenitori. I nuovi social network, Facebook , Twitter contanto ogni giorno sempre più numerosi politici tra gli utenti,politici che non si fermano ad adoperare quegli spazi in modo privato ma bensì come punto di contatto per “sponsorizzare” la propria parte politica. Come dimenticare le ultime elezioni americane ed il Presidente Obama che attraverso i Tweets marcava volutamente il suo “Yes we can”. Ed è proprio su questi nuovi canali che si sposta l’attenzione, la rete diventa sempre più interattiva e lo spazio illimitato messo a disposizione, non sottoposto ai tempi televisivi ne a confronti diretti con la parte opposta, crea un “habitat” perfetto per lo sviluppo e la propaganda non solo di nuovi partiti politici ma bensì la “conferma” e la crescita di quelli già esistenti.

E se tutto questo fino a qualche anno fa sembrava impossibile adesso diventa la nuova frontiera negli studi della comunicazione politica. La politica si fa sempre più virtuale assottigliando gli spazi ed il tempo, naviga alla ricerca di utenti puntando sul coinvolgimento di tutte quelle fasce sociali ancora non “informate” adeguatamente.

E chissà se tra qualche anno verrà varato un nuovo sistema elettorale che ci darà la possibilità di votare i candidati, non più con l’apposita crocetta sul nome o sul simbolo del partito ma bensì con un semplice click su “mi piace”.

Arianna Maisano

LIFELOG la nuova frontiera digitale

Le nuove tecnologie rivoluzionano la nostra vita o meglio la rivoluzionano registrandola. “Lifelog” è la nuova frontiera, data prevista di arrivo 2020. Ma cosa è Lifelog?

Log deriva dal termine inglese Login ossia accesso che associato al termine Life assume come significato “Accesso alla propria vita”. La DARPA (Defese Advanced Projects Research Agency), Agenzia governativa del Dipartimento delle difesa degli Stati Uniti incaricata dello sviluppo di nuove tecnologie per uso militare, ideatrice di questo programma, spiega che questo sistema sarà capace di raccogliere informazioni sulle attività di ogni singolo utente, dalla gestione delle spese alle sue attività giornaliere, dalle sue relazioni alla sua salute, sfruttando i potenti mezzi di intercettazione che consentiranno, a chi avrà l’accesso a questo “database”, di monitorare la quotidianità di una persona nel giro di pochi secondi. Perchè? La risposta data dall’Agenzia è stata: “per combattere il terrorismo”.

Ma sarà davvero un programma confinato all’attuazione in campo preventivo per il terrorismo o verrà usato in modo illecito come mezzo ulteriore, atto a sconfinare la nostra privacy?

C’è chi sulla base di questo progetto ipotizza scenari molto più apocalittici, se pensiamo che per archiviare oltre 60 anni della nostra esistenza bastano 261 gigabyte (circa 58 dvd) n circa 10 anni saremo tutti lifelogger, 24 ore su 24 capaci di registrare le nostre giornate attraverso attrezzature indossabili ed invisibili (se pensiamo che esistono già sul mercato rilevatori satellitari e videocamere grandi quanto un capello).

Questo meccanismo potrebbe essere applicato nell’elettronica di tutti i giorni dall’automobile agli elettrodomestici ed il risultato sarebbe una grande enciclopedia virtuale consultabile in ogni momento attraverso un motore di ricerca simile a Google, insomma una banca dati delle impronte elettroniche di ogni individuo, che già oggi vengono lasciate ogni qual volta usiamo cellulari, visitiamo siti o usiamo carte di credito.

Ma il lifelogging è un progetto iniziato a svilupparsi negli anni Ottanta nelle sedi delle Microsoft che con l’arrivo di innovativi sistemi, modificati proprio per rendere più semplice l’archiviazione, oggi ripropone con margini molto più ampi un sistema che renderebbe possibile non solo la possibilità di “conservare” la propria vita in byte ma di telemonitorare il nostro corpo e la nostra salute fisica facendo scattare un allarme medico ogni tal volta questi sensori riscontrerebbero un’anomalia.

Pro e contro di una sfida che perde i contorni fantascientifici materializzando davanti noi la possibilità di “migliorare” la vita assuefacendoci maggiormente alle “droghe media-digitali” che quotidianamente assumiamo per sopravvivere al progresso.


Arianna Maisano