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domenica 27 giugno 2010

Notte di Far West nel Catanese.

Librino - Una notte da dimenticare per gli abitanti del piccolo quartiere che si trova nella periferia di Catania; pieno di colpi di arma da fuoco, come se fossimo tornati indietro nel tempo nel lontano Far West. Colpi di pistola, colpi di mitraglietta, un vero e proprio incubo. L’artefice: Nico Buonpane, ex paracadutista e caporalmaggiore, che intorno alle 21:30 ha trasformato i propri genitori in tiri al bersaglio. Forse un litigio familiare ha scatenato la furia cieca dell’ex parà, o un problema che si covava da qualche tempo nella famiglia Buonpane. Il giovane, in preda all’ira ha impugnato una pistola K47: prima ha puntato l’arma contro i genitori ma, quando questi sono riusciti a fuggire dando subito l’allarme, Nico ha iniziato a sparare dal balcone contro tutto e tutti. In pochi minuti Librino si trasforma in un poligono da tiro: da una parte Buonpane che spara contro la folla ad altezza d’uomo e dall’altra le forze dell’ordine che si riparano dietro le proprie vetture cercando di capire come affrontare la situazione. Inutili tutte le trattative fatte dai carabinieri; Buonpane si è limitato soltanto a chiedere delle sigarette e di essere messo in contatto con il suo ex parroco, padre Alfio Spampinato, ma tra una richiesta e l’altra continua a far crescere la paura tra gli abitanti di Librino a causa degli innumerevoli colpi di pistola. Il parà sembra essersi stancato di questo giochetto: salta giù dal balcone di casa e sorprende gli agenti. Attimi di eterna paura perché Nico Buonpane impugna una calibro 22 e non sembra intenzionato ad arrendersi; minaccia i gendarmi e riesce a impossessarsi della loro vettura, con la quale parte a tutta velocità verso il centro storico di Catania. Non più un Far West ma una folle corsa degna del film Fast and Furious: Buonpane si schianta contro un’impalcatura, scende dall’auto e riprende a sparare. Questa volta, però, le forze dell’ordine non hanno nessuna esitazione e lo colpiscono gravemente al busto e alle gambe per porre fine all’inferno di Librino.


Jessica Caruso

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