
Il “National Enquiror” ha smascherato un nuovo politico americano adultero: si tratta niente meno che del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. Stando a quanto affermato dal tabloid, Obama avrebbe tradito la moglie Michelle con una collaboratrice, durante la campagna elettorale nel 2004. Questo primo, succulento pettegolezzo è venuto fuori negli ultimi giorni, ormai a distanza di due anni dalle elezioni presidenziali Americane. Tuttavia, voci di corridoio sembrano dimostrare che già tutti, alla Casa Bianca, fossero al corrente della delicata faccenda. Secondo fonti anonime, Michelle Obama si era già lamentata, sei anni fa, della presunta “amicizia” un po’ troppo intima tra l’affascinante marito e Vera Baker, la sua "Finance Director" nella campagna elettorale del 2004. Ma poi la giovane collaboratrice era stata improvvisamente trasferita in una sede dei Caraibi, nell’Isola della Martinica, lontano dai marroni, profondi ed invaghiti occhi del Presidente statunitense.
Questa, comunque, non sarebbe la prima volta che un politico viene coinvolto in uno scandalo sessuale: torniamo indietro nel tempo, ai giorni in cui Bill Clinton fu eletto Presidente. Qualcuno si ricorda del filmato di “60 Minutes” che salvò le sue chances di essere scelto dagli elettori? Infatti, tutti sapevano che il matrimonio dei Clinton non era perfetto, e tutti sospettavano che Bill fosse stato un “bad boy” ma, ciò nonostante, “60 Minutes” aveva magicamente convinto gli spettatori che quel matrimonio funzionasse meglio di quanto descritto dai maligni, permettendo a Clinton di superare, quasi incolume, lo scandalo. In seguito, certamente, abbiamo tutti scoperto che Bill era stato davvero un “naughty President”, insieme alla giovane e sensuale Monica Lewinsky, ma questa è un’altra storia.
Oggi, così come ai tempi di Clinton, si erano già sentite voci e malignità circa le abitudini sessuali di Obama, e tutti noi abbiamo visto le foto che lo ritraevano intento a fissare le forme di una bella donna (che poi si è scoperto essere una “precoce” sedicenne), però guardiamo in faccia la realtà: a chi sarebbe importato l’adulterio di un attraente uomo di colore americano, se non si fosse trattato del Presidente USA? Ed in che modo le sue abitudini sessuali hanno, eventualmente, influenzato il suo incarico presidenziale? Nessuna risposta? Bene, allora penso che un piccolo flirt, antico e, soprattutto, ormai concluso, non dovrebbe essere trasformato, dai media, in un peccato imperdonabile, o almeno, non finché esso non intacca in alcun modo l’operato e le scelte di governo del Presidente americano.
Gabriella Sciarrone
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